Il Territorio

Il territorio di Palata si estende per 44 kmq, confinando con altri paesini del Molise come Tavenna, Montecilfone e Guglionesi a nord e con Larino, Guardialfiera e Acquaviva Collecroce a sud, da un lato il fiume Biferno dall’altro il Sinarca.

Il paesaggio è prevalentemente collinare, il centro urbano è  sito sul colle  più alto dei dintorni, con i suoi 520 metri. Il terreno è argilloso con formazioni di arenaria e marmo, solcato da piccoli torrenti che sfociano nel Biferno e nel Sinarca. Il territorio  è attraversato dal Tratturo Ateleta Biferno, la famosa via percorsa dai pastori con i loro greggi nelle transumanze  stagionali e nelle migrazioni tra Abruzzo e Puglia. Questa via, in passato, è stata l’anima economica e sociale del territorio favorendo sì la pastorizia ma anche tutte le attività  artigianali ed il commercio tra i centri abitati circostanti. Sul territorio non vi è alcun insediamento di tipo industriale e l’economia è prettamente agricola del tipo cerealicola, questo consente di conservare un territorio sano dove la quercia è una pianta ancora molto diffusa e le acque dei torrenti  conservano intatta la loro limpidezza.

Storia & origini di Palata

Le origini del piccolo paesino di Palata, in provincia di Campobasso, si perdono nella memoria del tempo e sono ancora oggi avvolte nel mistero. Nel territorio, prima della colonizzazione di Frentani e Sanniti, vi si insediarono i Liburni, popolo slavo.

Analisi storica di Maurizio Marchetti

La denominazione “Palatam” compare per la prima volta nel Catalogus Baronem, redatto sotto il regno di Gugliemo Il Buono, tra il 1151 ed il 1154. Il feudo apparteneva ai fratelli Hugone e Roberto Della Rocca che lo tennero sino al 1367. L’origine Normanna è testimoniata dall’attuale Palazzo Ducale e dai  ruderi di Castellerce nelle vicinanze del Biferno ambedue tipiche costruzioni Normanne.Il nome discende dagli antichi pastori romani che abitualmente attraversavano il tratturo che da Pietravalle portava al passo doganale di Ponte Rotto in Foggia, loro infatti onoravano la Dea Pale e festeggiavano con la “Palaria” l’arrivo al piano,come al sicuro dai predatori, nei pressi dell’attuale Santuario di Santa Giusta a Palata. Il feudo passò alla famiglia Ionata d’Isernia che lo tennero per loro sino al 1567, successivamente andò in affitto a tutto il 1644 quando il Re Filippo IV° lo donò per ricompensa per servigi resi a Francisco Toraldo da Aragona con Decreto “Supra terram de la Palata”, nominando lo stesso 1° Duca de la Palata in perpetuo e tali saranno i suoi successori ed eredi.Nel contempo La terra De la Palata in tutte le sue parti ed il suo distretto viene elevato a titolo di Ducato.Gli Azlor ed i Villahermosa eredi e successori terranno il feudo sino alla eversione del feudalesimo ed ancora oggi in Spagna il titolo di Ducato de la Palata è tenuto da Alfonso de Urzaizy Azlor de Aragona come XII° duca De La Palata. Il Tratturo ha avuto un ruolo molto importante  nella crescita economica e nello sviluppo del piccolo centro sin dal 1443, quando Alfonzo I° decreta la transumanza obbligatoria e le terre  demaniali  furono assoggettate a vincolo per gli erbaggi compreso questo territorio perchè  nel frattempo anche  “La Palata” era stata inserita nel dipartimento del Saccione. Nel XV e XVI secolo questa località, già abbastanza numerosa,   fu interessata da una migrazione serbo-croata , fuggiti dall’opressione dei popoli Turchi,   successivamente una parte di essi si stabilì permanentemente  nel basso Molise costituendo comunità autonome dove hanno conservato  la  loro lingua originaria. La presenza CROATA sul territorio di Palata è testimoniata dalla lapide  posizionata sul portale della chiesa  parrocchiale “Santa Maria La Nova” con la scritta che recita: ” LE GENTI DELLA DALMAZIA ABITARONO IN QUESTA LOCALITA’ ED ERESSERO QUESTA CHIESA DALLE FONTAMENTA NELL’ANNO DEL SIGNORE 1531.